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Calcio | 19 agosto 2017, 11:45

Calcio, Serie D. Sanremese, l'ex Ivano Rotoli giudica la scelta del portiere under: "Non conosco Gavellotti, ma la società sta facendo un buon lavoro"

Nel suo primo anno in biancazzurro l'estremo difensore divise la sua porta con un giovane: "Da parte mia fu difficile da accettare come situazione"

Nella foto Ivano Rotoli, ex portiere della Sanremese

Nella foto Ivano Rotoli, ex portiere della Sanremese

I tifosi della Sanremese lo ricordano come uno dei giocatori più continui e positivi della storia del club biancazzurro. Ivano Rotoli, portiere di esperienza ha vissuto qualche stagione di rilievo tra Serie D e l'allora Serie C2 con i colori matuziani regalando parate straordinarie alla platea del "Comunale". 

Il giudizio sull'under in porta. In esclusiva ai microfoni di rivierasport.it l'ex numero 1 biancazzurro giudica la decisione della Sanremese ("Società che sa operare sul mercato") di puntare e affidare la porta ad un giovane promettente portiere come Alessio Gavellotti ("Non lo conosco e non lo giudico"), anche se molto giovane esperto della categoria. Rotoli rivive il suo primo anno a Sanremo quando dovette dividere la porta con un under per dare spazio in mezzo al campo ad un giocatore più esperto: allora in panchina c'era Fausto Silipo poi avvicendato da Antonio Soda.

 

Ivano Rotoli, la situazione under in porta lei lo ha vissuto in prima persona appena arrivato a Sanremo nell'estate 2003: qual'è il suo metro di giudizio? "Il portiere giovane ben venga se è di qualità e personalità, al quale però affiancherei uno di esperienza perché il campionato è lungo e quello che può riservarti è sconosciuto. Cosi fu fatto nell'anno del mio arrivo a Sanremo. Mi fu detto che l'intenzione era quella di far giocare il fuori quota in porta per sfruttare un uomo più maturo in altre parti del campo. Da parte mia fu difficile da accettare, ma sapevo che non sarebbe durata tanto questa situazione".

E' una scelta importante? "Il ruolo del numero 1 è delicato e fondamentale nella squadra, e obiettivamente all'epoca ero troppo più affidabile e forte del mio compagno di reparto e così fu deciso che il giovane di leva avrebbe giocato in un altro ruolo, perchè la sicurezza e l'equilibrio che io davo in quegli anni erano forse il 50% della squadra. Per un giovane avere un estremo difensore maturo alle spalle che potrebbe essere sicuramente il titolare potrebbe non lasciarlo tranquillo, perchè sempre in bilico nelle scelte o nei momenti no che capitano a tutti. E qui subentra la personalità che non si compra al supermercato ma che è innata nelle persone. La scelta non è facile, ma se l'obiettivo è vincere non puoi farti nemmeno trovare impreparato all'eventualità in cui il giovane non confermi le aspettative".

Ci regala un giudizio su Alessio Gavellotti? "Non conosco Alessio Gavillotti e per questo non posso dare un mio parere, ma sono certo che gli addetti al lavoro della Sanremese siano in grado di fare bene il proprio lavoro. Sarà comunque sempre il campo a stabilire poi gerarchie e fortune. In bocca al lupo e sempre Forza Sanremese".

 

 

 

 

Riccardo Aprosio

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