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Calcio | martedì 14 novembre 2017, 17:03

Calcio. A tu per tu con Alessandro Ambrosi, ex capocannoniere del Crotone: "Sono rimasto legato alle piazze dove ho giocato. L'Italia? Bisogna ripartire dal basso anche se ci vorrà tempo. Auguro a Sanremese e Savona di tornare nei professionisti"

Intervista esclusiva e totale con l'ex bomber dei calabresi alla fine degli anni '90 e allenato anche dall'ex matuziano Fausto Silipo: dalla sua carriera all'Italia fuori dal Mondiale, fino a quel passaggio mancato al Southampton

Il Crotone dove militava Alessandro Ambrosi (ultimo in piedi a destra)

Nome: Alessandro. Cognome: Ambrosi: Classe: 1971. Professione: cecchino dell'area di rigore. Questa è la carta d'identità di uno dei calciatori più forti che il calcio professionistico italiano ha potuto ammirare dalla fine degli anni '90.  

Alessandro Ambrosi in carriera ha vestito le maglie di Alatri, Isola Liri, Cavese, Crotone, Monza, Catania, Ancona, Pisa, Juve Stabia, Taranto, Cosenza, Viterbese, Monterotondo e Lupa Frascati, collezionando un totale di 393 presenze conditi da 160 gol. 

Abbiamo raggiunto in esclusiva i nostri microfoni di rivierasport.it l'ex bomber del Crotone a cui abbiamo chiesto di ripercorrere la sua straordinaria carriera, ma allo stesso tempo un parere sull'Italia fuori dal Mondiale in Russia e sulle piazze di Sanremese e Savona.

 

Alessandro Ambrosi, ex bomber di Crotone e Catania fra le tante: quale piazza è rimasta nel suo cuore? "Sono rimasto legato a tutte le piazze in cui ho giocato e nelle città dove sono stato: da Crotone a Pisa, Ancona a Catania, con tutte quante ho sempre avuto un ottimo rapporto con i tifosi. Anno di Ancona a parte dove ho avuto dei problemini, il rapporto è sempre stato eccezionale".

Capocannoniere in Serie C1 e Serie C2: come si arriva a certi livelli? "La mia è una storia un po' particolare, perchè ho iniziato a giocare a calcio all'età di 24 anni, fino a quel momento calciavo il pallone per divertirmi con gli amici. Poi un giorno l'allenatore Cari mi volle ad Alatri prima e all'Isola Liri dopo: ho avuto la capacità di segnare sempre tante reti e sono salito di categoria. E' stato un crescendo".

Colleghiamoci proprio all'Italia che non si è qualificata per il Mondiale in Russia: quali sono state le cause e come si deve ripartire? "Le cause sono un po' davanti a tutte anche perchè quando succedono queste cose ognuno dà le proprie interpretazioni. La realtà è che abbiamo fatto due partite contro una squadra modestissima, organizzata è vero ma anche relativamente, m non siamo riusciti a segnare. Adesso è difficile dire di chi sono le colpe, visto che adesso tutti diventano Commissari Tecnici, però sicuramente ci sono dei grossi problemi. La ripartenza? Dall'organizzazione, bisogna cominciare un lavoro dal basso, anche se ci vorrà del tempo Partire dalle Scuole Calcio, ma più che altro nei settori giovanili professionistici dove secondo me dovremo limitare il numero di tesserati stranieri almeno in quelli professionistici, dove bisogna lavorare sui ragazzi italiani: è impensabile che delle squadre Primavera hanno 10-12 giocatori stranieri".  

L'allenatore che ha dato qualcosa in più ad Ambrosi? "Allenatori ne ho avuti tanti nella mia carriera e ottimi rapporti soprattutto con mister Silipo, Cari e Guerini. Sicuramente con Fausto Silipo siamo rimasti in ottimi rapporti, ma ho anche avuto Cabrini, Spalletti e tanti altri: con qualcuno sono andato molto d'accordo, con altri un po' meno". 

C'è un calciatore che ha ritenuto davvero forte che ha giocato con lei? "Ho giocato con uno dei giocatori più forti nei miei anni e secondo me non ha fatto la carriera che avrebbe dovuto fare: sto parlando di Pino Tortora del Crotone. Ho avuto la fortuna di giocare anche con calciatori che hanno avuto grandi carriere come Evra e Storari".

I rammarichi nella vita esistono: il suo è quello di non essere riuscito ad arrivare in Serie A? "No, assolutamente, anche perchè l'occasione l'ho avuta di andare a giocare nei massimi livelli in Inghilterra nella Premier League. Avevo fatto un provino per il Southampton, ma non si concretizzò niente e andai ad Ancona in Serie B. In passato sono stato vicino alla Serie A, soprattutto dopo l'annata di Monza dove realizzai 12 reti non giocando gran parte finale del campionato, ma non si concretizzò perchè il Crotone tornò in B e aveva la metà del mio cartellino. Non nessun tipo di rammarico, se non quello di qualche play-off perso".

Ha nominato il Crotone: la squadra calabrese si sta ben comportando in Serie A: "Il Crotone è un miracolo sportivo dopo l'ano scorso, quando hanno raggiunto la salvezza in Serie A e quest'anno stanno andando oltre le loro aspettative giocando alla grande: mi auguro che alla fine possano raggiungere una salvezza tranquilla anche perchè la Serie A per Crotone è qualcosa di estremamente prezioso da custodire e mantenere il più a lungo possibile".

Cosa fa oggi Alessandro Ambrosi? "Mi occupo del settore giovanile ho una cosa mia avendo un Centro Sportivo a Fiuggi e poi faccio scouting, andando in giro alla scoperta di qualche nuovo talento, facendo l'osservatore per qualche società".

Sanremese e Savona militano in Serie D: qual'è il suo parere su queste due piazze storiche del calcio italiano? "La Liguria è stata l'unica zona dove non ho giocato, ma sono venuto solo da avversario quando affrontai Genoa e Sampdoria, anche se sono stato vicino allo Spezia quando l'allenatore fu Mandorlini. Le piazze di Sanremese e Savona? Auguro ad entrambe di tornare al più presto nel calcio professionistico, visto che sono ambienti importanti".  

Riccardo Aprosio

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