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Calcio | martedì 14 novembre 2017, 11:10

Calcio. Italia clamorosamente fuori dal Mondiale, l'analisi e il commento degli allenatori del ponente

Il parere dei nostri mister dopo la, purtroppo, storica eliminazione degli azzurri

Dopo la sconfitta di Solna, l'Italia non va oltre lo 0 a 0 a San Siro contro la Svezia e viene dunque eliminata dal playoff per il Mondiale di Russia 2018. I colori azzurri non saranno presenti alla competizione iridata, fatto che non accadeva dal lontano 1958.

Allora fu una "tragedia" nazionale, e oggi? come si riparte?

Nel day after della dolorosa sconfitta ci sentiamo tutti un po' mister, ma fra noi c'è qualcuno che l'allenatore lo fa davvero e dunque abbiamo deciso di dare parola a loro. Ecco sei pareri dal mondo dilettantistico ponentino.

Alfredo Bencardino, allenatore Imperia

"Personalmente credo che possa essere un bene, se non sono attaccati alle poltrone, fare piazza pulita rinnovandosi a livello dirigenziale innanzitutto. Serve dare un segnale preciso curando i nostri vivai dove ormai ci sono troppi stranieri, primavere comprese.
Una nazione come l'Italia che non fa giocare un terzino sinistro di ruolo è un fattore che ben rappresenta i nostri limiti attuali. In due partite con la Svezia abbiamo fatto zero gol, ma non tutto il male viene per nuocere se c'è la voglia di rinnovarsi in un momento così fallimentare. La Germania nel 2006 quando ha fallito ha rifatto tutti i quadri dirigenziali, organizzando scuole calcio su tutto il territorio nazionale e in 10 anni abbiamo visto quello che hanno ottenuto. Serve poi inserire un numero limitato di giocatori stranieri
".

Sauro Marinelli, allenatore San Bartolomeo Calcio

"Questo fallimento era già in preventivo. Se continuiamo a far giocare calciatori stranieri senza dar fiducia ai giovani italiani saremo sempre da capo.
In Italia quando si vince sono sempre tutti sul carro a elogiare, mentre quando si perde c'è solo una persona che ci deve rimettere. Ventura ha i pregi e i difetti di tutti gli altri allenatori, avrà fatto i suoi errori ma la colpa è un po' di tutti dalla dirigenza ai giocatori passando per il mister. Sono rimasto colpito in negativo da questa cosa, chi prima sosteneva Ventura ora fa critica feroce.
Nelle primavere italiane ci sono sette/undicesimi di calciatori stranieri perchè le società puntano solo ai risultati immediati senza pensare a far migliorare i nostri giovani, alla lunga si ci rimette per forza
".

Enrico Sardo, allenatore Dianese & Golfo

"Credo che più o meno tutti abbiamo lo stesso parere, ci vuole proprio un rinnovamento come aveva fatto la Germania qualche anno fa, ripartendo dalla base. Continuiamo a giocare con la stessa difesa di dieci anni fa, non c'è ricambio. Ora ce la prendiamo con Ventura e con il suo lavoro ma il materiale, nonostante avessimo un avversario più che alla portata, è quello lì. Dobbiamo rinnovare a tutti i livelli a trecentosessanta gradi, il nostro compreso".

Nicola Ascoli, ex allenatore Argentina Arma

"L'Italia che non va al mondiale è un mezzo dramma calcistico. Ora bisogna ricominciare tutto da zero per riprogrammare il futuro e magari con meno stranieri".

Carmelo Luci, allenatore Taggia

"L'Italia che non va al Mondiale in Russia è una grave situazione per tutto il movimento calcistico. Bisognerebbe cominciare a lavorare sulle strutture come prima cosa e poi mettere delle regole dove almeno i settori giovanili e i vivai delle squadre importanti devono lavorare con ragazzi italiani: noi lavoriamo con gli stranieri e poi vincono gli altri e questo è un problema grosso. Invece di mettere il fuori quota nei dilettanti dove un ragazzo di 21 o 22 anni è giovane in Prima Categoria, una cosa secondo me assurda, bisognerebbe mettere almeno due italiani titolari a 18 anni in Serie A, Serie B e Serie C. In questa maniera si riuscirebbe ad avere due giovani nei club più importanti come Juventus, Inter, Milan, Napoli, Roma e Lazio e in un campionato si potrebbero così avere 60-70 ragazzi tra titolari e chi li sostituisce: così può uscire qualcosa di positivo. Lavorare molto sulle strutture come fanno in Germani e Inghilterra, davanti a noi di anni luce".

Andrea Caverzan, allenatore Ventimiglia

"L'argomento è bello e interessante e ognuno di noi che vive costantemente nei campi ne avrebbe da dire di cose, ma racchiuderle in poche parole o righe non è facile. I problemi sono molteplici ma tutto parte sempre dall'alto. Siamo in perfetta linea con la politica del nostro Paese dove tutto sta andando a rotoli per il marcio che c'è. Alla lunga ti ritrovi a toccare il fondo dove solo con gente onesta e che fa dei programmi seri e programmati a lunga scadenza ti puoi risollevare. Il problema è che nessuno ha pazienza in Italia, ora la gente parla e sbandiera che servono i giovani i vivai ecc ecc.. Tutto vero se non fosse che poi vai allo stadio a tifare e se non vinci subito contesti la squadra, l'allenatore e la dirigenza. I Presidenti fanno saltare gli allenatori dopo tre sconfitte, tutti vogliono vincere subito e non si pensa a creare o costruire con pazienza per poi vincere! Ora c'è il tempo per cambiare tutto il sistema, ma servono le persone giuste".

 

 

 

Riccardo Aprosio - Lorenzo Bonsignorio

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