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Rugby | mercoledì 17 ottobre 2018, 08:01

Palla ovale: la Union Riviera Rugby Imperia perde la prima partita di campionato a Savona

A livello di gruppo, il contesto è ancora ben assortito, perché c’è una oggettiva componente solida sulla quale lavorare e cementato nelle ultime due stagioni.

Palla ovale: la Union Riviera Rugby Imperia perde la prima partita di campionato a Savona

Savona Rugby-Union Riviera Rugby 36-27 (p.t. 12-17) (punti 5-0)
Savona Rugby:
 Franceri, Bernat (Scorzoni), Paoletti, Ademi, L. Ermellino (F. Serra), Rossi, R. Ermellino (A. Serra), Lazarciuc (Pivari), Rando, Guida (Magnaghi), Tripodi, Urbani, Maruca, Sheu (Di Murro), Fiebane. A disposizione: Berta. All. Andrea Costantino.
Union Riviera Rugby: Cazia, Demasi, Gabaglio, Bellifiori, Trucco, Pozzati, Castaldo, Maggioli, Damiano, Cecon, Novaro, Ferrua, Vazio, Franzi, Masetto. A disposizione: Moschetta, Colli, Righetti, Zat. All. Alessandro Castaldo.
Arbitro: Zaami (Genova).
Marcature: p.t. 1° m Franzi, tr Calzia (0-7), 10° cp Calzia (0-10), 26° m Franceri (5-10), 39° m tecnica Riviera (5-17), 43° m Maruca, tr Ademi (12-17); s.t. 7° cp Calzia (12-20), 13° m Franceri, tr Ademi (19-20), 18° m Franceri (24-20), 23° m Rossi, tr Ademi (31-20), 35° m F. Serra (36-20), 41° m Franzi tr Calzia (36-27).
Cartellini: 11° rosso Maggioli (U), 18° giallo Pozzati (U), 38° giallo Tripodi (S), 41° giallo Cecon (U).
Calciatori: Calzia 4 su 4; Ademi 3 su 7.

Era il primo classico della stagione rugbistica dell’anno. Campionato di serie C1 nazionale, girone D, poule D. Inizio con il botto, dunque: subito in campo l’acerrima rivalità sportiva tra il Savona e la franchigia della Provincia di Imperia ovvero la Union Riviera Rugby.

Questi ultimi partono con le migliori intenzioni e una preparazione attenta, costruita su di una importante preparazione atletica, studiata a tavolino. Dal punto di vista tecnico e tattico, poi, la sagacia di Franco La Macchia, con il suo “vivere di rugby” in modo diuturno ha sicuramente creato piani di gioco adatti alle varie situazioni, mentre Davide Pozzati, icona del rugby imperiese del XXI secolo, è l’anello di congiunzione con il gruppo di giocatori. Un gruppo vero, appunto. Si venga però alla partita. Si registra un buon avvio della Union, che va in meta, trasformata e mette a segno un calcio e va sul 10 a 0.

L’interpretazione della partita appare differente, con Savona che tenderà a giocare in modo convinto utilizzando molto la mischia con più punti di incontro ed aperture con entrata in percussione di giocatori in avanzamento. Le maul terminali risultano spesso letali per una Union che pecca di aggressività difensiva e, se la trova, cade in episodiche reazioni scomposte o errori veniali che comportano una espulsione definitiva (Maggioli) ed espulsioni temporanee. Perciò, tirando le somme, i corsari giocano per molto tempo in 14 e per almeno venti minuti in 13. La cosa lascia il segno soprattutto nell’ultimo quarto di partita, che vede il definitivo ribaltamento di fronte per i biancorossi locali.

Va detto però la ultima meta Union è stata segnata allo scadere da un uomo simbolo della squadra, il coriaceo Franzi, mai domo. Segno di una reale buona preparazione atletica per almeno quello zoccolo duro del gruppo che si è potuto allenare con una certa continuità. E merito anche agli old che seguono il gruppo con una certa costanza. Per la cronaca, va anche detto che uno dei tessitori del gioco unionista, Alessandro Castaldo, è uscito anzitempo toccato duro e comunque le normative attuali legate alla sicurezza degli atleti gli hanno imposto evidente riflessione. Nel computo pratico numerico il primo tempo è stato di marca corsara nonostante l’espulsione del centro Maggioli al minuto 11. Di fatto il vantaggio era di 20 a 12. Però giocando in 14 e anche in 13 la benzina prima o poi finisce. Anche se l’orgoglio e la preparazione atletica ci sono.

Nel contesto della cronaca a favore corsaro c’è la meta tecnica assegnata in chiusura di primo tempo, dati i falli continui dei difensori biancorossi. E in ogni caso il gioco duro, aspro, dei savonesi è stato sofferto dagli ospiti, considerando l’eccesso di reazione. Si segnala, come nella stagione precedente, la continuità in meta del savonese Franceri, vera bestia nera per le squadre del Ponente ligure. A livello di gruppo, il contesto è ancora ben assortito, perché c’è una oggettiva componente solida sulla quale lavorare e cementato nelle ultime due stagioni. È necessaria ovviamente la cura dei dettagli coniugata alla presenza nel contesto degli allenamenti, ivi comprendendo graditi ritorni, come quello, da perfezionare, del sanremese Battistotti dal Monaco e con la calibrata ascesa dei 2000 dalla under 18. Interessante anche l’esperimento del robusto Bellifiori in posizione di centro, con possibilità di avere un uomo in più a livello di placcaggio fra i tre quarti nonché la volontà in prima linea di Vazio, potendo avere altri piloni in panchina. Tutti elementi che un progettuale tecnico La Macchia persegue con attenzione e con il sostegno di Davide Pozzati, cerniera tra contesto tecnico e gruppo di giocatori.

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