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Altri sport | 08 febbraio 2019, 07:00

Calcio e betting, una storia ‘mondiale’

Quello che si è da poco concluso è stato un anno particolare per il calcio. Per la prima volta la rassegna iridata è stata disputata in un paese dell’est Europa

Calcio e betting, una storia ‘mondiale’

Quello che si è da poco concluso è stato un anno particolare per il calcio. Per la prima volta la rassegna iridata è stata disputata in un paese dell’est Europa.

Dopo l’edizione inaugurale datata 1930, quando tredici paesi si sfidarono in Uruguay, il torneo voluto e gestito dalla FIFA (la Fédération Internationale de Football Association) ha fatto tappa in diverse parti del mondo.

In America del Sud per altre 4 volte: Brasile 1950 e 2014; Cile 1960; Argentina 1978.

Nel Vecchio Continente, la parte occidentale, in 10 occasioni: Italia 1934 e 1990; Francia 1938 e 1998; Svizzera 1954; Svezia 1958; Inghilterra 1966; Germania 1974 (come Ovest) e 2006; Spagna 1982.

Nel Centro America in 2 circostanze: Messico 1970 e 1986.

Addirittura in Africa (Sudafrica 2010), Asia (Giappone e Corea del Sud 2002) e Nord America (Stati Uniti 1994).

Tutto, come già scritto qualche riga sopra, prima di Russia 2018.

Non solo.

La competizione che ha visto trionfare la Francia per la seconda volta nella sua storia, è stata anche la prima in cui la tecnologia ha fatto il suo ingresso in campo da protagonista. Anche se forse sarebbe più azzeccato scrivere “a bordo campo”, considerato dove si trovava il monitor del VAR. Già, perché dopo una fase sperimentale nei principali tornei europei (fra cui Serie A e Bundesliga), il Video Assistant Referee ha giocato anche ai mondiali: 455 gli episodi controllati nel corso dei 64 match disputati, per una media quindi di circa 7,1 interventi a gara, con 20 decisioni ribaltate dopo la visione dei filmati da parte degli arbitri.

Va da sé che tanti riflettori puntati sulla competizione non potevano che richiamare l’interesse degli scommettitori. Sia di quelli che possiamo definire veterani, sia delle cosiddette nuove leve.

I dati dell’Agimeg, l’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, ci raccontano che fra i mesi di giugno e luglio i bookmaker italiani hanno raccolto la somma di 465 milioni di euro. In pratica un +73,8% rispetto al dato di quattro anni prima, quando a Brasile 2014 la raccolta raggiunse quota 268 milioni di euro.

Ovviamente la partita più ‘giocata’ è risultata essere l’inedita finale fra Francia e Croazia (circa 21 milioni), mentre sugli altri due gradini del podio si sono piazzate rispettivamente Croazia-Inghilterra (16,5) e Francia-Belgio (13,9), vale a dire le due semifinali.

In fin dei conti, nonostante l’assenza degli azzurri, Russia 2018 ha dato una forte spinta al settore delle scommesse sportive. Tanto che nei passati dodici mesi la spesa in agenzia ha toccato quota 840,8 milioni di euro. Dato cui dobbiamo però affiancare quello generato dai bookmaker online autorizzati ADM, come quelli recensiti su Casinoshark, che nel 2018 hanno generato una spesa di 643,2 milioni di euro.

E’ però necessario fare una precisazione, soprattutto per evitare di ingenerare equivoci.

Col termine “spesa” nel settore del gioco d’azzardo è indicata l’effettiva perdita dei giocatori. In altre parole si tratta del dato che otteniamo sottraendo dall’ammontare complessivo delle puntate effettuate, per l’appunto la “raccolta”, le somme poi riversate sul territorio attraverso il meccanismo delle vincite.

Sia gli 840,8 che i 643,2 milioni di euro rappresentano pertanto quanto è rimasto nelle tasche dei bookmaker dopo aver controllato l’esito delle giocate e pagato le vincite ottenute dagli utenti. Cifre che comunque saranno poi decurtate dalle tasse destinate allo Stato.

Ma scrivevamo dei mondiali di calcio e delle scommesse… una relazione che negli ultimi venti anni s’è fatta sempre più stretta.

E’ sufficiente ricordare che il 27 giugno 1998, in occasione della competizione in Francia, le autorità italiane accordarono il permesso alle agenzie di raccogliere puntate a distanza. Quattro anni più tardi, a maggio 2002, alla vigilia del torneo in Giappone e Corea del Sud, ecco che furono autorizzate le scommesse online così come le intendiamo noi oggi.

E il futuro cosa ci riserverà?

Prima di tutto ci sarà da comprendere come le nuove norme introdotte la scorsa estate con la conversione in legge del cosiddetto Decreto Dignità impatteranno sul mondo del gioco d’azzardo. Non solo dalla parte degli utenti. Sono parecchie le squadre italiane che si avvalgono di sponsor legati al mondo del betting. Senza scordare che fino a qualche anno fa la cadetteria, il secondo più importante livello, era griffato con i colori e il nome di una nota azienda di scommesse

Poi dovremo iniziare a prepararci per un’altra prima volta.

Perché nel 2022 la rassegna iridata andrà in scena nel Qatar, un emirato del Vicino Oriente.

I cantieri per la costruzione degli impianti sono partiti da tempo e anche il movimento calcistico del paese che confina con l’Arabia Saudita ha iniziato a far parlare di sé. Nel gennaio 2019 i Marroni, questo il soprannome della nazionale qatariota per via del colore della divisa da gioco, ha infatti conquistato la Coppa d’Asia battendo in finale il Giappone per 3-1.

ip

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