/ Rugby

Rugby | 11 aprile 2019, 08:59

Rugby: le formazioni Under 8 e Under 10 dell'Imperia impegnate nei tornei di Sanremo e Gossolengo

Due tornei, quello di Sanremo, a livello internazionale, e quello di Gossolengo a livello molto elevato per la presenza dei vivai di società di serie A e B.

Rugby: le formazioni Under 8 e Under 10 dell'Imperia impegnate nei tornei di Sanremo e Gossolengo

Notevole impegno in breve tempo per le due compagini di base del sistema rugbistico under 8 e under 10 dell’Imperia Rugby. Fatica, ma divertimento. Impegno, ma viaggi ed apertura mentale ed esperienziale. Due tornei, quello di Sanremo, a livello internazionale, e quello di Gossolengo a livello molto elevato per la presenza dei vivai di società di serie A e B.

La under 8 a Sanremo, per esempio, si presenta con otto piccoli atleti. Arrivano nuove leve, due carneadi e uno con soli due mesi di allenamento. Si arriva, sei tesserato, giochi e ti metti alla prova. Ecco dunque Gabriele Orengo e Francesco Bianchi nuovi entrati e Tommaso Marvaldi al terzo concentramento. Gli altri presenti erano i “veterani” Raffaele Crivelli, Manuele Kusi, Elio Fabbri e un volitivo Itan Gandolfo, figlio d’arte e di indole differente dal padre. La under 8 si fa la sua classifica giocando al rallentatore all’inizio, reagendo con il Sanremo, dove il rugby inizia a prendere mano, cosa utile in chiave di franchigia provinciale. Il gioco di costruzione dell’Imperia, già attivato con la preparazione dei tecnici come Viviana Bousquet e “Simpa” Zumbo, si afferma di fronte alla compagine dei Barbarians (squadra composta da elementi provenienti da ogni squadra del girone, come vuole tradizione.

Essere Barbarians, nel rugby, è segno distintivo. Non esiste la bandiera, in questo caso). Si gioca bene e si vince anche son il Savona e la finalina per il quinto-sesto posto viene giocata molto bene perché la psicomotricità in campo è attiva. Il confronto è con Biella e la cosa interessante è proprio nel trovarsi di fronte bambini di regione altra, con momenti che davvero fanno “diventare grandi”. Dice la Bousquet: “Il gruppo sta crescendo bene in vista del torneo di casa, il mitico “Pino Valle”, in cui aspiro almeno al terzo posto. Ho insistito molto anche nella partecipazione al torneo di Gossolengo a cui abbiamo portato sei atleti, proprio per rodare la squadra”.

Segue poi Gossolengo, in quel di Piacenza, il 7 di aprile. Di fronte le temibili realtà del settore giovanile padano, in una regione, quella emiliana, che esprime molti tesserati, a seguire il Veneto capofila in Italia. Gli atleti presenti Sono: Federico Trincheri, n furetto artefice di numerose mete, Francesco Bianchi, ottimo acquisto molto brillante e generoso, , Tommaso Marvaldi, veloce e reattivo, Manuele Kusi, valida presenza in campo, generoso,  Si parla di elementi che saliranno in under 10 nella prossima stagione con un bel bagaglio di esperienza. Presente anche Itan Gandolfo, atleta al primo anno, molto combattivo e generoso nel sacrificarsi al placcaggio.

Per gli under 8 a Gossolengo ci sono due gironi di tre squadre per ciascuna. Nella poule dell’Imperia si va verso una vittoria e una sconfitta, per poi perdere la finalina per il terzo posto. Però va tutto bene. Non conta il risultato, ma il comportamento. L’ambiente è rilassato: pochi elementi e tutti alle prime esperienze. Conta la bella figura, essendo alle prime esperienze e dovendo ancora crescere a livello fisico. Ed è tutto “fieno in cascina” per una futura under 10. E peraltro la Under 10 ha giocato a San Remo giocando con otto elementi e vincendo la finalina di livello. C’è molto lavoro da fare per il buon Giampiero Gianno, tecnico di esperienza scolastica, che ci mette tutta l’esperienza derivata dagli studi e dall’applicazione diuturna allo sport. Lavora con un gruppo molto giovane, non ha atleti del secondo anno di esperienza, cosa importantissima a questi livelli, ma sta formando un gruppo che nella prossima stagione si prenderà grandi soddisfazioni. Umane prima che sportive.

A Gossolengo la under 10 non ha vinto partite, ha sofferto, segnando comunque qualche meta e pareggiando la sua finalina. Ecco, si impara di più dalle sconfitte che dalle vittorie, nel rugby. Perché è tutta esperienza, perché si pensa all’errore e lo si rimedia la volta successiva. A Piacenza c’erano quattro ragazzini alle prime esperienze e comunque ci sono già dei piccoli leaders che trainano gli altri, li prendono per mano e creano così il gruppo che gioca in modo sintetico e uniforme. Quello è l’obiettivo. Un solo respiro. Complimenti a tutti, anche ai piccoli veterani come Nicolò, Ester, Andrea P. e Andrea O. I tecnici inviano anche un bacio a Giacomo che all'ultimo ha dovuto rinunciare per causa forza maggiore. Le coccole, ci sono anche le coccole nel rugby. Restiamo umani.

La direzione tecnica si sbilancia: “Grazie ai genitori ed ai ragazzi che hanno permesso questa produttiva partecipazione. SI è visto del bel gioco, delle bellissime azioni e una grande crescita dei presenti di oggi. Partecipare a questi tornei è la maniera migliore perché raggiungere una consapevolezza nel gioco di squadra. E allora, via con gli allenamenti, stagione da concludere in crescendo”. 

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium