/ Calcio

Calcio | 17 aprile 2019, 18:30

Calcio, Prima Categoria. Camporosso, Walter Orlando crede al primo posto: "Ci proveremo fino all'ultimo"

A 180 minuti dalla fine i rossoblù sono a -3 dalla vetta della Veloce Savona. Il mediano non cambierebbe la sua decisione: "L'Ospedaletti? Contento per loro, rifarei la stessa scelta"

Walter Orlando, centrocampista del Camporosso, e la sua speciale dedica al figlio Andreas (foto Eugenio Conte)

Walter Orlando, centrocampista del Camporosso, e la sua speciale dedica al figlio Andreas (foto Eugenio Conte)

Il Camporosso si giocherà il campionato di Prima Categoria negli ultimi 180 minuti di gioco, quando i rossoblù di mister Luci che dovranno affrontare Letimbro in casa e Plodio in trasferta.

A tu per tu con Orlando. In casa rossoblù analizza l'annata il centrocampista Walter Orlando che oltre ad essere soddisfatto della sua stagione, rimarca nell'intervista rilasciata a noi di Rivierasport.it, alcune cose sul suo passato.

 

Walter Orlando, analizziamo questo vostro super campionato: te lo aspettavi? "Se mi aspettavo quest'annata? Ad essere sincero si, perché abbiamo dimostrato fin dall'inizio del campionato che potevamo e volevamo fare bene e così è stato".

Quanto credete al primo posto? "Fino a quando la matematica non ci dirà che la Veloce ha vinto il campionato noi ci proveremo fino all'ultimo. Male che ci vada andremo a disputare i playoff, obbiettivo iniziale come obbiettivo da raggiungere e così è stato. E come seconda in classifica vuol dire giocarseli in casa nostra".

Come giudichi la tua stagione, nonostante un infortunio che ti ha tormentato? "La mia stagione la giudico, avendo fatto solo 7 partite per poi fermarmi per 3 mesi causa pubalgia, positiva. Anche se sono stato fuori chi andava in campo al posto mio ha dato sempre l'anima: questo è proprio il DNA del Camporosso, dare tutto per tutti fino all'ultimo respiro".

Rifaresti la stessa scelta di lasciare l'Ospedaletti? "Sono contento per l'Ospedaletti, ma se tornassi indietro rifarei la stessa scelta, perché a 32 anni non devo dimostrare più niente a nessuno. Sono contento di indossare la maglia del Camporosso, società formata da una famiglia eccezionale".

Riccardo Aprosio

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium