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Altri sport | 22 luglio 2019, 10:25

Pallonetto. Il Torneo di Moltedo non tradisce le aspettative: due giorni di grande spettacolo

A vincere è Matteo Martini

Pallonetto. Il Torneo di Moltedo non tradisce le aspettative: due giorni di grande spettacolo

Resiste, anzi, amplia gli orizzonti il mondo del pallonetto in Liguria occidentale. Il popolare gioco di strada, noto come baletta o altrimenti “palla elastica” vede sugli scudi i consueti mostri sacri, ma anche e sempre di più giovani protagonisti usciti dai vivai delle società di pallapugno. Ed è la più verace interpretazione del gioco sferistico.

Siamo a Moltedo, ormai un punto di riferimento del circus stagionale da svariati anni. È il memorial Maurizio Semeria. E ci sono stati due giorni di aspre, combattute, talvolta eccelse battaglie sportive sulla piazza che fiancheggia il monumentale oratorio di Santa Caterina.

Consueta grande organizzazione degli amici di Moltedo e bastava passare di lì dieci minuti per seguire una partita e ci si rendeva conto che il livello di gioco ha raggiunto vette notevoli. Soprattutto in un campo come quello di Moltedo, dove le doti tecniche si devono sommare a quelle atletiche rese necessarie dagli spazi notevoli da coprire.

Undici compagini al via, anche di lontana provenienza. Tre gironi e feroci battaglie fin dall’inizio. I soli gironi eliminatori hanno visto importanti confronti. Spicca soprattutto il girone B, con un novero di battitori del calibro di Giovanni Ranoisio, tre volte vincitore su questo campo in otto anni, Corrado Agnese, l’intramontabile, Paolo Bracco e Matteo Martini. Livello di scambi davvero altissimo. Niente da dire. Solo osservare ed applaudire. Di fatto, ripescando le terze, non passa il turno il solo Agnese e soci: loro l’onore delle armi e, forse, è venuta fuori un gap temporale. L’età non scherza, il torneo sembra essere dei giovani, ma è solo il mix fra energia ed esperienza che può produrre importanti risultati.

La domenica, dagli ottavi in avanti, alcuni equilibri risultano come ribaltati. Nella parte alta del tabellone avanza fino alla finale, senza subire giochi, la terna di Mirco Giordano. Impressionante anche in semifinale, quando si portano le partite al meglio dei cinque giochi. Questo perché negli ottavi esce subito la terna di Ranoisio, dove sabato ha giocato molto bene Fabio Arrigo.

Un verdetto alquanto doloroso, per il tricampeònin versione hypster. Spiccavano, comunque, le magliette dedicate al mitico Luca Arrigo, il “capo”, prematuramente scomparso e da tutti sempre ricordato con affetto. E intanto avanza “Giombe” Semeria, che, appunto, batte Ranoisio, ma trova sulla sua strada un Giordano ispiratissimo. Nella parte bassa del tabellone c’è bagarre. Perdono il passo due squadre con i capitani locali, i fratelli Davide e Claudio Somà, di fronte rispettivamente al trio Andorese Capato, Barra e Ghigliazza: un po’ di esperienza nel veterano Barra e verve con i giovani, mentre d’altro canto avanza Martini, con i suoi pards di esperienza, Paolo Dulbecco e Claudio Merlo.

E poi ancora è Martini e la “scuola valle Impero” ad avere la meglio su Barra e soci e la “scuola Val Merula”. Le due terne finaliste sono quelle, dunque, di Martini, che si propone per elasticità del battitore e potenza dei terzini a fronte di una compagine temibilissima come quella dell’elettrico Giordano, dell’enfant dupays Giulio Semeria e della volpe Roberto Acquarone: come dire, talenti emergenti e regia che teleguida. La successione di punteggio della finale ai cinque giochi è stata fantastica, degna di recenti miti sportivi come la finale di Wimbledon.

Sì, anche il pallonetto ha i suoi profeti e si sono visti tutti a Moltedo, pensando anche al modo con cui Martini ha superato la sconfitta a fronte di Ranoisio nel girone eliminatorio. Alla fine ricchi premi per tutti, offerti dal Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine di Oliva DOP Riviera Ligure, Cantine Maixei, Cantina Poggio dei Gorleri, Superstore Conad, Barilà Conad, Fratelli Merano, Fratelli Carli, Banca d’Alba, CambielliEdifriuli, Alimentari Magialetti di via Trento.

E ovviamente il trofeo presentato dalla famiglia del compianto Maurizio Semeria. Nota di colore, ma non troppo, perché le recenti cronache sportive ne sono prova assoluta, la partecipazione alla gara di una ragazza, Chiara Clarizio, fidanzata di “Giombe” Semeria e ovviamente trascinata a pieno titolo nella kermesse. E per tutti, un sereno arrivederci alla successiva edizione, ove momenti di condivisione e di festa serale non mancheranno, come in ogni occasione dal 2011 ad oggi.

Redazione

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