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| giovedì 08 novembre 2018, 18:19

Un'imperiese alla maratona di New York, Benedetta Cammalleri racconta le sue emozioni: "Una medaglia da appendere all'anima"

3603 gli italiani. Tra questi anche l’imperiese Benedetta Cammalleri arrivata nei primi 15 mila e 959esima tra i partecipanti dello 'Stivale'.

Un'imperiese alla maratona di New York, Benedetta Cammalleri racconta le sue emozioni: "Una medaglia da appendere all'anima"

In pieno clima elettorale con il midterm alle porte, poi conclusosi con la riconquista della Camera da parte dei democratici, si è corsa domenica una delle gare più affascinanti e attese al mondo: la maratona di New York. 42 mila 195 metri per le vie della metropoli statunitense con partecipanti, circa 50 mila, da tutto il mondo.

3603 gli italiani. Tra questi  anche l'imperiese Benedetta Cammalleri arrivata nei primi 15 mila e 959esima tra i partecipanti dello 'Stivale'. Benedetta ha infatti portato a termine il tracciato della 'Grande Mela' con un ottimo 3 ore 59 minuti e 31 secondi che gli ha consentito, come da prassi, di ricevere la medaglia che attesta il fatto di aver concluso la gara podistica. Medaglia che la stessa Cammalleri ha definito: "da appendere all’anima".

"Per arrivare qui ho fatto tanti sacrifici – spiega Benedetta Camalleri a Imperianews - ma è altrettanta la soddisfazione che ho provato e che provo. Portare a termine una maratona non è da tutti e io ci sono riuscita a New York. La preparazione è lunga e impegnativa ed è difficile collimare la vita sportiva con quella lavorativa. Ci vuole tanta passione, quella che spinge ogni sportivo e che lo porta a non poter fare a meno del suo sport".

Sulle chance di fare un tempo migliore: "Sinceramente puntavo a qualche minuto in meno sul crono finale, ma nonostante ciò rimane una gioia immensa aver completato una delle regine delle maratone. La medaglia che ho vinto l'appenderò alla mia anima".

Un imperiese alla maratona di New York, un po'di sano orgoglio cittadino: "Sì, ho provato anche quello. Sia nei confronti della mia città che in quelli del mio Paese. Non a caso ho voluto sventolare il tricolore sia durante che al termine della gara".

Sul clima politico del momento, vissuto dalla maratoneta direttamente dagli 'States':  "Washington dal mio punto di vista ha sentito maggiormente il periodo e il risultato elettorale. Qui ho visto tanti cartelloni, disegni e in generale cortei e manifestazioni davanti ai simboli politici. A New York tutto è stato molto più contenuto".

Lorenzo Bonsignorio

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