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Calcio | 01 luglio 2019, 18:45

Calcio. Dieci anni senza mister Luigi Cichero: il ricordo di alcuni suoi ex calciatori alla Sanremese

Alberto Baldisserri, il capitano di mille battaglie: "La sua dote migliore era la capacità organizzativa e l'alimentazione..." Paolo Lamberti: "Un maestro per me". Siciliano: "Il tempo passa mail suo ricordo è sempre vivo"

Luigi Cichero, icona della Sanremese

Luigi Cichero, icona della Sanremese

Dieci anni senza mister Luigi Cichero. Era l'estate 2009 quando ci lasciava una delle più grandi bandiere della storia della Sanremese. Sono passati dieci anni da quel triste giorno, ma sembra solo ieri.

Bandiera biancoazzurra. Cichero fu l'artefice della risalita della Sanremese dalla Terza Categoria fino alla Serie C2, culminata nella stagione 1997/1998 con una galoppata incredibile che portò i matuziani nei professionisti dopo molte stagioni. Lasciata la squadra biancoazzurra la riprese nella stagione dopo la retrocessione nei dilettanti (2000/2001) per poi restarvi anche in quella successiva con un quinto posto finale con Marco Ventimiglia Presidente prima dell'avvento di Giuseppe Ruggeri nella città dei fiori.

Da Calabria a Stamilla. Tanti gli atleti lanciati dal mitico 'Cico' tra cui il francese Stephane Lerda, il bomber Carlo Calabria (preso dalla Poggese), rilanciando un Igor Zaniolo (papà di Nicolò stella della Roma) in arrivo dal Valle d'Aosta nella stagione 1996/1997 dopo una lunga squalifica e poi finito a Spezia, Ternana e Messina in Serie B, Gian Luca Moroni, Arturo Notari, un giovanissimo Alessio Stamilla, un promettente Simone SicilianoSilvio Cassaro (acquistato dal Fiorenzuola e poi divenuto bandiera e capitano del club), Valentino Papa portato dal Castelfiorentino, il suo capitano Alberto Baldisserri e Paolo Lamberti, avuti con lui anche a Cuneo: proprio questi ultimi tre suoi ex calciatori vogliono lasciare a Rivierasport.it un ricordo di Cichero.

 

Alberto Baldisserri: "Mister Cichero era un Grande, aveva una dote che spiccava su tutte ovvero la sua capacità organizzativa, dove tutto era pianificato. Calcisticamente parlando l'ho sempre considerato come un secondo padre dove sono stati tanti gli anni che ho condiviso con lui, non solo nella Sanremese ma anche a Cuneo.

Il ricordo. "La cosa che ricordo con simpatia era la sua attenzione all'alimentazione, molto rigida che però mi ha permesso di arrivare a giocare fino alla soglia dei 40 anni".

L'aneddoto. "Ricordo sempre con simpatia una volta, poco prima di salire a Cuneo, che mi invitò a casa perché doveva svuotare il frigo con al suo interno un pezzo di parmigiano e l'immancabile crostata di marmellata: mangiammo spaghetti in bianco e come secondo un tocco di parmigiano per uno. Quell'anno con noi a Cuneo c'era anche Marco Ventimiglia che allenava i portieri oltre a me e Vernice". 

L'insegnamento. "Da lui ho imparato la professionalità e il rispetto per il mestiere di calciatore. Era una grande persona intelligente e preparata che manca a molti di noi. Mando un saluto ad Elana e alla figlia a cui dico che deve esser orgogliosa sempre del suo papà. Infine un saluto al Mister lassù: me lo vedo giocare come faceva con noi in allenamento davanti alla difesa imitando il suo idolo calcistico, Guardiola".

 

Paolo Lamberti: "Mister Cichero per me era una sorta di maestro, fu lui a farmi comprare dal Cuneo nel lontano 1996. Da lui ho imparato tanto sulla professionalità, sull'alimentazione e sul modo di vivere la settimana. Secondo me è grazie ai suoi insegnamenti che ho potuto giocare fino hai 42 anni. In quegli anni era avanti anni luce rispetto ad altri, un futurista".

Il ricordo. "Di lui mi ricordo la voglia che ti faceva mettere negli allenamenti, la cura quasi maniacale ad ogni dettaglio anche sulla squadra avversaria".

L'aneddoto. "Dopo che mi ha allenato, ogni tanto passavo in assicurazione a trovarlo. Lui con la scusa dell'assicurazione da pagare o da rifare mi faceva entrare nel suo ufficio dove parlavamo ore di calcio. Era un vero piacere, mi stupiva la passione oltre che la competenza con cui argomentava tutto".

 

Simone Siciliano: "Il tempo passa in fretta, ma il suo ricordo è sempre vivo".

Il ricordo: "Mi ricordo la sua grande professionalità e meticolosità negli allenamenti. Lui era all'avanguardia già 20 anni fa. Preparava le partite nei minimi dettagli e noi giocatori sapevamo tutto sulle squadre avversarie: sui giocatori e le loro caratteristiche".

L'aneddoto. "Aneddoti? Mi ricordo un anno che andammo a giocare a Cuneo una partita importante. Avevamo avuto un problema e arrivammo al ristorante tardi. Quindi abbiamo mangiato un solo piatto (lui era malato del mangiare sano) ed era sotto Natale. Uscì il cuoco dicendo auguri buon natale e col panettone... Noi scoppiammo a ridere conoscendo il mister: lui sbiancò e litigò col cuoco".

Riccardo Aprosio

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